Prato naturale e irrigazione: le problematiche più grandi

Uno dei capitoli più importanti che vengono valutati durante l’analisi costi-benefici del prato sintetico è l’ottimizzazione dei consumi idrici. La gestione dell’acqua, nella conduzione di un buon giardino naturale, è complessa. Sembra una questione banale, facilmente risolvibile.
In realtà non è così, anzi. Gestire correttamente orario di irrigazione, durata, conseguente quantità erogata per metro quadro e via discorrendo è un’operazione che solo parzialmente viene soddisfatta dalla programmazione per mezzo di centraline sofisticate e irrigatori di qualità. I giardini evolvono, sono materiale vivo e come tale modificano i comportamenti, sia durante la stagione che con il passare delle annate. Ecco quindi che zone prima assolate, quindi più bisognose di fresco e irrigazione, col passare del tempo possono finire all’ombra di piante ormai cresciute. Se non si modificano tempi e quantità di acqua, certe aree del prato naturale potrebbero in breve tempo finire in marcescenza e diventare brutte e impraticabili.

Altro tema di difficile svolgimento sono i giardini pensili, dove zone di ristagno, scarsità di terreno, scadente qualità del medesimo (non dimentichiamo che spesso vengono caricati coi terreni di scavo dei cantieri residenziali, senza selezione né pulizia) peggiorano ancora di più la situazione. Il rovescio della medaglia è il tentativo di ovviare ai fenomeni di ristagno e accumulo di umidità riducendo l’irrigazione delle zone in erba. Presto queste finiscono per inaridirsi, l’erba seminata e coltivata con cura finisce per lasciare il posto a infestanti di ogni genere.
In queste situazioni, per quanto si possano fare interventi frequenti di adattamento modificando i programmi delle centraline automatiche, è veramente complicato ottenere giardini in prato naturale durevoli e sani.
La frustrazione dei proprietari finisce per orientarli verso sostituzioni del prato ogni due, massimo quattro anni, in forza dell’imbruttimento del manto erboso.


Irrigazione del prato naturale: il fabbisogno giornaliero

Le tabelle di manutenzione di prato naturale più diffuse dichiarano che il fabbisogno di acqua è orientativamente di circa 5 litri/mq al giorno nella stagione calda, con questa variabilità:
- Aprile = 3 lt/mq/giorno
- Maggio = 4 lt/mq/giorno
- Giugno = 5 lt/mq/giorno
- Luglio = 6 lt/mq/giorno
- Agosto = 5,5 lt/mq/giorno
- Settembre = 3,5 lt/mq/giorno
- Ottobre = 2 lt/mq/giorno
Ne consegue che un prato naturale di circa 100 mq di superficie ha una necessità idrica di circa mezzo metro cubo di acqua al giorno. Laddove questa non sia soddisfatta dalle piogge, bisogna ovviamente intervenire con l’irrigazione fornita da acqua potabile e regolata da centraline automatiche. Assolutamente scomoda, e da sconsigliare per l’illogicità dei consumi, è la vecchia pratica di “bagnare” il giardino con irrigatori posizionati manualmente. Doveroso infatti ricordare che il momento migliore per annaffiare è il mattino molto presto, a sole appena sorto. Con le abitudini odierne non è decisamente cosa comoda.
Irrigazione prato 1


I costi per l'irrigazione del prato naturale

A parte tempistiche e scomodità correlate, parliamo un attimo di costi. Le tariffe di fornitura dell’acqua potabile sono in costante crescita, ne consegue che anno dopo anno l’incidenza dell’irrigazione del prato sul bilancio domestico si fa via via più pesante. Esigenze di gestione del bene pubblico “acqua” impediscono quasi dappertutto l’utilizzo di pozzi privati per scopi irrigui domestici, quindi rimane fermo l’obbligo di utilizzare l’acquedotto comunale anche per i giardini.
Alcune zone disagiate dal punto di vista idrico impongono addirittura l’installazione di una doppia linea domestica, una per usi “umani”, l’altra per il giardino e altri usi non personali (lavaggio auto, cortili ecc.). Questa condotta viene alimentata da sorgenti separate, che guarda caso in piena estate si esauriscono lasciando a secco prati, fiori e orti. Non da ultimo, la tariffa a metro cubo pagata per questo servizio parziale è più alta rispetto al costo dei consumi cosiddetti civili.
In zone del genere è diventata praticamente obbligatoria l’installazione di prato sintetico, se solo si desidera vedere un bel verde fuori dalla finestra e si cerca di risparmiare sui costi di manutenzione domestica.


La soluzione: un prato sintetico che non necessita di acqua

Il prato sintetico, per ovvia natura, non ha bisogno di acqua, se non per rapide operazioni di pulizia ad esempio delle deiezioni di animali domestici. Sostituendo quindi il prato naturale con tappeti erbosi artificiali di qualità consente di ridurre gli interventi di irrigazione alle sole piante e cespugli. Queste, una volta sviluppato il proprio apparato radicale sufficientemente idoneo alla sopravvivenza, richiedono meno acqua irrigua, andando a prendere il sostentamento idrico nelle profondità del terreno.

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Prato sintetico